L’AI accelera il consenso: il futuro della decisione collettiva

Lo scorso dicembre a Roma, durante la Prima Conferenza di Consenso Globale sulla Radioembolizzazione Y90 per il Carcinoma Epatocellulare,

un centinaio di esperti da tutto il mondo ha raggiunto il consenso su 35 delle 36 raccomandazioni cliniche in appena un giorno e mezzo. Il merito va al sistema “Assisted Consensus” sviluppato da Ex Machina, basato sul framework proprietario COSMO42, che ha analizzato circa 600 pubblicazioni scientifiche e assistito gli specialisti nel trovare punti d’incontro tra posizioni diverse. Il processo parte dall’analisi di centinaia di pubblicazioni scientifiche, validate da esperti umani secondo l’approccio “Expert-in-the-Loop”. Durante la conferenza, l’algoritmo processa i commenti in tempo reale e riformula le proposte per superare le barriere che spesso bloccano le discussioni. I risultati: l’80% delle proposte del sistema è stato accettato dagli esperti, con punte del 93,8% nelle automazioni più accurate. L’AI funziona da agente neutrale che appiana le resistenze derivate da ego e status dei singoli votanti attraverso formulazioni di testo da votare che non scontentano la maggior parte dei partecipanti.
Il sistema “Assisted Consensus” di Ex Machina può essere usato in altri ambiti oltre a quello medico. Potrebbe per esempio offrire una terza via nel dibattito del Gran Consiglio ticinese su come limitare i tempi d’intervento in aula. L’intelligenza artificiale potrebbe analizzare preventivamente le posizioni per identificare le aree di accordo tecnico e lasciare il tempo d’aula per il vero dibattito politico sui nodi irrisolti. Non si tratta di sostituire la decisione umana, ma di renderla più efficace.
Taiwan ed Estonia hanno già dimostrato che la tecnologia può potenziare la democrazia. L’isola asiatica utilizza vTaiwan, una piattaforma che mappa il consenso su temi complessi favorendo accordi trasversali che si traducono in azioni governative concrete. L’Estonia ha integrato la partecipazione digitale nell’infrastruttura del paese con Rahvaalgatus.ee, dove i cittadini propongono e firmano iniziative legislative con la propria identità digitale, una forma moderna di referendum.
L’esperienza di Ex Machina insegna qualcosa di semplice: l’AI funziona quando potenzia il decisore umano invece di sostituirlo. Che si tratti di definire linee guida mediche, votare un budget aziendale o discutere una legge in Gran Consiglio, l’obiettivo rimane lo stesso: dedicare meno energia alla gestione della complessità e più tempo alla qualità della decisione finale. La vera efficienza non nasce dal far tacere le voci o dal lasciarle parlare all’infinito senza trovare punti di contatto, ma dall’aiutarle ad armonizzarsi.